Pinuccio Sciola sulle pagine di Commonweal

La storica rivista americana fondata a New York nel 1924 dedica un articolo all’opera di Pinuccio Sciola e alle sue Pietre Sonore

La ricerca artistica di Pinuccio Sciola approda sulle pagine di Commonweal, prestigiosa rivista americana fondata a New York nel 1924, che nel numero cartaceo appena pubblicato ospita “Stone Music. Pinuccio Sciola’s house in Sardinia reopens as a museum”, un ampio articolo dedicato all’artista sardo, alle sue celebri Pietre Sonore e alla recente apertura della sua casa natale come museo.

 

A firmare il contributo, pubblicato il 6 agosto 2026, è Antonio Spadaro SJ, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, membro del consiglio di amministrazione della Georgetown University e accademico ordinario della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon. Spadaro è stato inoltre, per dodici anni, direttore della rivista La Civiltà Cattolica.

 

Il legame con San Sperate è particolarmente significativo: Antonio Spadaro è stato infatti ospite dell’edizione 2026 di Sant’Arte, occasione durante la quale ha potuto conoscere da vicino i luoghi di Pinuccio Sciola, entrare in relazione con il Giardino Sonoro e attraversare personalmente quell’universo di pietra, materia e ascolto che costituisce il cuore della ricerca dell’artista.

 

È proprio da questa esperienza diretta che prende forma il racconto pubblicato da Commonweal. Spadaro conduce il lettore all’interno del Giardino Sonoro di San Sperate, partendo dall’incontro fisico con le sculture e dalla scoperta che, per farle risuonare, il semplice contatto non è sufficiente: occorrono attenzione, ascolto e relazione.

 

L’articolo restituisce così uno degli aspetti più originali e riconoscibili della ricerca di Sciola: la possibilità di liberare dalla pietra una dimensione sonora inattesa, trasformando una materia apparentemente immobile e silenziosa in un corpo capace di generare vibrazioni, frequenze e paesaggi acustici.

 

Nel suo racconto, Spadaro ripercorre anche la vicenda umana e artistica di Sciola: dalla formazione internazionale alla rivoluzione muralista avviata a San Sperate nel 1968, fino alla nascita delle Pietre Sonore e alla costruzione di una poetica profondamente radicata nel rapporto tra uomo e natura. Il Giardino Sonoro emerge come un luogo che invita a rallentare e a riscoprire il valore del gesto e dell’ascolto, in contrasto con una contemporaneità sempre più immateriale e distante dal contatto con la materia.

 

Ampio spazio è dedicato anche alla casa di Pinuccio Sciola, protagonista il 29 maggio 2026 di un’apertura straordinaria in occasione di Sant’Arte. Un momento speciale che ha consentito di entrare temporaneamente negli spazi più intimi dell’artista, tra libri, oggetti e tracce della sua quotidianità.

La pubblicazione su Commonweal assume un valore ancora più rilevante nel decennale della scomparsa di Pinuccio Sciola, in un anno segnato da progetti e iniziative che stanno contribuendo a rileggere e diffondere la sua eredità artistica oltre i confini della Sardegna e dell’Italia.

 

A dieci anni dalla sua scomparsa, l’interesse internazionale nei confronti della sua ricerca continua infatti a rinnovarsi: dalle esposizioni ai progetti musicali, dagli studi accademici alla stampa culturale internazionale, l’opera di Sciola continua a interrogare il rapporto tra scultura, suono, natura, memoria e ascolto.

La presenza sulle pagine di una rivista americana con oltre un secolo di storia, attraverso lo sguardo di un autore che ha potuto conoscere direttamente San Sperate e i luoghi dell’artista, rappresenta un ulteriore e importante tassello nel percorso internazionale dell’opera di Pinuccio Sciola e testimonia la persistente attualità di una ricerca capace di trasformare la pietra in esperienza, relazione e voce.

 

Leggi l’articolo completo su Commonweal:
Stone Music – Pinuccio Sciola’s house in Sardinia reopens as a museum