Sant’Arte 2026, “Listening to the Universe”: al Giardino Sonoro il dialogo tra arte, scienza e universo
Prendendo le mosse dalle Pietre Sonore di Pinuccio Sciola, l’incontro ha proposto una riflessione interdisciplinare sul significato dell’ascolto: non soltanto esperienza estetica, ma strumento di conoscenza capace di mettere in relazione il linguaggio della natura, la ricerca scientifica e l’immaginazione umana.
A dialogare davanti al pubblico sono stati alcuni tra i più autorevoli protagonisti della ricerca e della divulgazione scientifica contemporanea. Sono intervenuti Eugenio Coccia, astrofisico e presidente della Commissione Nazionale Grandi Rischi della Protezione Civile; Luciano Burderi, professore ordinario di Astrofisica all’Università di Cagliari; Alberto Masoni, dirigente di ricerca dell’INFN e referente scientifico del progetto Einstein Telescope in Sardegna; Vincenzo Napolano, responsabile della comunicazione dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo EGO-Virgo; il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe; la ricercatrice e curatrice internazionale Mari Paz Montecinos; la speleologa Daniela Pani e il poeta Nino Landis, interprete del legame tra territorio, memoria e identità.
Nel corso dell’incontro, i diversi punti di vista si sono intrecciati in un dialogo capace di collegare le onde gravitazionali alle vibrazioni delle Pietre Sonore, la ricerca sull’universo ai paesaggi della Sardegna, la filosofia alla poesia, offrendo al pubblico una riflessione condivisa sulle grandi domande della conoscenza contemporanea.
L’evento ha confermato la vocazione del Giardino Sonoro come luogo di incontro tra linguaggi differenti, nel solco dell’eredità di Pinuccio Sciola, la cui ricerca ha sempre messo in relazione arte, natura, materia e suono. Un pensiero che continua a ispirare nuove connessioni tra discipline apparentemente lontane, favorendo il dialogo tra comunità scientifica, artistica e cittadinanza.
Con una partecipazione numerosa e un confronto ricco di stimoli, “Listening to the Universe” si è confermato tra gli appuntamenti più significativi di Sant’Arte 2026, lasciando al pubblico una suggestione condivisa: imparare ad ascoltare non solo ciò che è vicino, ma anche ciò che, dall’universo alla profondità della Terra, continua a raccontarci qualcosa sul nostro posto nel mondo.
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