Marco Pinna, maestro d’arte e di umanità: il ricordo di un uomo che ha fatto dialogare pietra, musica e amicizia

Si è spento Marco Pinna, Maestro d’Arte e promotore culturale: il ricordo di amici e collaboratori che ne celebrano l’umanità, il talento e il legame con le Pietre Sonore di Pinuccio Sciola.

Con la scomparsa di Marco Pinna se ne va non solo un raffinato Maestro d’Arte, ma un uomo capace di lasciare un segno profondo in quanti hanno condiviso con lui un percorso di amicizia, cultura e bellezza. Artista sensibile, promotore instancabile di eventi culturali, Pinna ha saputo intrecciare il linguaggio dell’arte con quello della musica, valorizzando uno dei più grandi lasciti della Sardegna contemporanea: le Pietre Sonore del suo grande amico Pinuccio Sciola.

Il loro non era soltanto un rapporto professionale, ma una profonda comunione di intenti, fondata sulla convinzione che l’arte potesse abbattere confini, creare dialogo e parlare direttamente all’anima delle persone.

A ricordarlo con commozione è il musicista Giacomo Monica:

«Marco lo tengo in me con un affetto infinito, legato sì all’amicizia profonda, ma anche racchiuso nell’intesa e nella condivisione dell’arte in genere. Lui, Maestro d’Arte, ne viveva i contenuti sempre con creatività personale, sensibilità e forte passione.

Le sculture sonore di Pinuccio Sciola, suo conterraneo e amico autentico, sono diventate per noi motivo per legarci ulteriormente e per farci sentire complici nelle proposte musicali innovative di fronte alla sorgente sonora che le sculture della Sardegna ancestrale esprimono.

La risonanza, racchiusa nella memoria della materia scultorea, resta così nel tempo un canto che non finisce e parla a voce alta anche della tua presenza, caro Marco.»

Parole che raccontano un uomo capace di trasformare ogni progetto artistico in un’esperienza condivisa, dove musica, materia e sentimento trovavano un equilibrio naturale.

Anche il Coro Montecastello ha voluto rendere omaggio a Marco Pinna, ricordando il suo prezioso contributo alla promozione culturale:

«Grazie da tutto il Coro Montecastello per la stima e l’amicizia che ci hanno legato. Grazie per tutti gli eventi culturali e musicali che il Maestro Pinna ha promosso, coinvolgendo il coro con il canto e il suono delle Pietre Sonore di Pinuccio Sciola, da sempre uniti da una profonda amicizia.

Eventi che hanno contribuito al restauro della Basilica di San Marco a Boretto e della Cattedrale di San Donnino di Fidenza, in cui le voci del coro si sono unite ai suoni delle pietre.»

Manifestazioni che hanno saputo coniugare arte, solidarietà e spiritualità, lasciando un patrimonio di emozioni destinato a durare nel tempo.

Particolarmente significativo anche il ricordo di Laura Acquistapace, vicepresidente del Coro Montecastello:

«Marco Pinna era una persona gentile, straordinario professionista, garbato, disponibile. Proprio per questi aspetti, a volte ho pensato fosse molto lontano dalla sua terra di origine: aspra, dura, impervia, in alcuni momenti isolata. Invece mi sbagliavo, perché il grande insegnamento di Pinuccio Sciola è stato che attraverso i blocchi di pietra possono scorrere aria, acqua, fuoco e, incredibilmente, persino la musica. Marco Pinna è stato anche tutto questo.»

Un ritratto che restituisce l’essenza di un uomo capace di custodire le radici della sua Sardegna e, al tempo stesso, di trasformarle in un linguaggio universale fatto di arte, ascolto e condivisione.

Marco Pinna lascia un’eredità preziosa: quella di chi ha saputo fare della cultura un ponte tra le persone, dando voce alle pietre, agli artisti e ai luoghi attraverso la forza dell’amicizia e della bellezza.

Il suo ricordo continuerà a vivere nelle note che hanno accompagnato le Pietre Sonore di Pinuccio Sciola, nelle iniziative che ha contribuito a realizzare e soprattutto nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.

Si ringraziano la Gazzetta di Parma e la giornalista Annarita Cacciamani per le testimonianze e i ricordi raccolti.