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Sciola alla BIAF di Firenze

 SAN SPERATE (CA) GIARDINO SONORO – VIA ORIANA FALLACI 29 DICEMBRE 2018 – ore 10:30 Mostra/ evento In principio fu Pietrino. Pinuccio Sciola: testimonianze storico archivistiche dal 1959 alla fine degli anni ‘70 

 

Due opere di Pinuccio Sciola verranno esposte alla trentunesima edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze (Biaf) che accoglie le eccellenze d’arte e dell’antiquariato riunite a Palazzo Corsini sul Lungarno. Dell’artista di San Sperate, prematuramente scomparso nel 2016, sono esposte, nella sezione ‘Maestri del ‘900’, una scultura lignea rappresentante un ritratto maschile, realizzata tra il 1964 e il 1967 e le celebri pietre sonore. “Siamo orgogliosi – dice Maria Sciola, figlia dell’artista e direttrice generale dell’omonima Fondazione – del successo che stanno riscuotendo le opere di nostro padre in una delle più antiche e prestigiose mostre dell’arte italiane. Grazie alla preziosa collaborazione con la Galleria Copetti di Udine, Pinuccio Sciola è presente per rappresentare la Sardegna in un contesto di altissimo livello”.

L’opera di scultura si inserisce nella produzione lignea di Pinuccio Sciola tra gli anni 1964- 1967, fondamentali per la sua formazione artistica ricca di insegnamenti, dai quali si evince il suo entusiasmo per la lezione plastica michelangiolesca e un’acuta sensibilità per la forma, proiettata verso maestri della tradizione della scultura del ‘900 italiano come Arturo MartiniMarino Marini e Giacomo Manzù. Le figure plastiche di Pinuccio Sciola degli anni ’60 sono, pertanto, ricche di risultati che rimandano all’arcaismo della cultura italiana, sostanziati da una più autentica dimensione popolare, sentimentale e realistica. Quella in legno è una scultura dolorosa e conturbante che si realizza in immagini suadenti e inequivocabili; i tronchi lavorati da Pinuccio Sciola si trasformano, così, con pochi e rapidi tagli in braccia di crocifissi, in corpi doloranti di martiri, in esseri vivi e ricchi di palpitante umanità e di intensa drammaticità plastica.

I ritratti eseguiti in legno sono icone di familiari e di gente della sua terra d’origine, frutto di una esigenza volta alla realtà umana e sociale, mentre i modi si ispirano a una primitiva semplificazione. Il ritratto in esame è una scultura che si caratterizza per l’energica impronta che Pinuccio Sciola riesce ad imprimere con il martello e scalpello, non prevaricando sulla materia ed esaltando tutte le proprietà e le caratteristiche delle striature del legno. Una plastica che si impone per la forza contenuta, la forma naturale e l’intensità di vita che emana. Lo sguardo fermo, severo, la concentrazione del volto, il taglio energico del profilo contribuiscono a dare alla scultura notevole rilievo. L’opera appartiene alla collezione privata degli eredi di Pinuccio Sciola.

La Biaf è parte integrante della storia del collezionismo in Italia nel secondo dopo guerra (1959). Moltissimi sono gli antiquari che hanno legato la loro storia professionale alla Biennale e altrettante sono le collezioni che si sono formate a seguito di acquisti avvenuti tra gli stand della fiera.

L’edizione 2019 segna i 60 anni di attività della Biennale, un traguardo che gli organizzatori hanno voluto festeggiare dando vita alla Florence Art Week, un ricco programma di eventi tutti a portata di una passeggiata nel cuore di Firenze. Coinvolte 36 gallerie della città che propongono mostre aperte anche la sera. Musei pubblici e collezioni private, 30 boutique del centro storico che accoglieranno i clienti in modo speciale.

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